Quasi quattro reati ambientali al giorno in Emilia-Romagna. Sono 1.434 quelli accertati nel 2025, con 1.200 persone denunciate, nove arresti e 289 sequestri. È la fotografia del rapporto Ecomafia di Legambiente, presentato a Bologna, che colloca la regione al decimo posto nazionale. I reati sono in lieve calo rispetto al 2024, come gli illeciti amministrativi, scesi da quasi 5mila a poco più di 4mila, mentre aumentano i sequestri, 245 l'anno precedente.

RIMINI E RAVENNA LE PIÙ COLPITE
La provincia di Rimini guida la graduatoria regionale con 289 reati, 254 persone denunciate e 42 sequestri; è 39ª in Italia. Subito dietro Ravenna, con 281 reati, 264 denunciati e 24 sequestri, 42ª nella classifica nazionale. Seguono Bologna (201 reati) e Forlì-Cesena (142). Il dato regionale emerge da circa 95mila controlli effettuati dalle forze dell'ordine e dalle Capitanerie di porto.

RIFIUTI, ANIMALI E CEMENTO
Il ciclo dei rifiuti si conferma il settore con più reati, 492, con 457 persone denunciate, nove arresti e 176 sequestri. Per provincia i numeri più alti sono a Forlì-Cesena (83 reati) e Reggio Emilia (80), seguite da Rimini (71). Seconda voce regionale, i reati contro gli animali: 446 tra bracconaggio, pesca illegale e traffici di specie protette. Qui primeggiano Ravenna, con 188 episodi, e Rimini con 155.

Nel ciclo del cemento i reati scendono da 656 a 343, dato che Legambiente collega anche alla contrazione dell'edilizia. Il settore resta però primo per illeciti amministrativi, 1.291. Nel dettaglio provinciale, Rimini registra 52 reati, seguita da Bologna con 49.

IL QUADRO NAZIONALE E LE RICHIESTE AL GOVERNO
In tutta Italia i reati ambientali accertati sono 35.735, il 12% in meno rispetto al 2024. Salgono invece gli illeciti amministrativi, 77.895 (+11,4%): complessivamente le violazioni sono 113.630, circa 13 ogni ora. Crescono inoltre le irregolarità nella filiera agroalimentare, tra reati e illeciti amministrativi, fino a 67.677 (+46%).

Accanto ai numeri, Legambiente presenta dieci proposte al Governo: completare il recepimento dei quattro delitti previsti dalla direttiva europea per la tutela penale dell'ambiente, rafforzare il contrasto all'abusivismo edilizio, approvare i decreti attuativi del Sistema nazionale di protezione ambientale e reintrodurre l'abuso d'ufficio. "Resta centrale il tema dell’illegalità all’interno del ciclo dei rifiuti", sottolinea l'associazione. Il presidente regionale Davide Ferraresi ribadisce la necessità di "rafforzare la normativa per consentire interventi giudiziari nei confronti di chi danneggia gli ecosistemi e compie abusi edilizi".